Federica's profile..:: Per me, io sono col...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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...:: E' lei. Così. Per ogni atteggiamento che ha ::...
Con i piedi freddi spinge il piumone verso il basso. Lentamente si alza. Sbadiglia. Guarda la sveglia. Sorride. Con i capelli spettinati e fuori posto, con gli occhi piccoli e assonnati, con il respiro agitato e in cerca di quiete si avvia verso la cucina per fare colazione. La giornata è appena cominciata. E ogni giornata è un programma a sè. ... Per non affogare in fluidi aggettivi di pensieri ...
Una nota dietro l’altra. Nelle vene. Nel cuore. In quel cervello incompreso. Contorto. Marcio. A volte. Vuoto. Pieno. Una torcia. Un po’ di luce. Sotto il piumone rosa. Scrive. Inchiostro nero. Penna roller. Cartuccia nuova. Piedi freddi. Dita incrociate. Occhi sull’agenda. Dream Theater nelle orecchie. Batteria del lettore carica. Umore a terra. Immatura. Impaurita. Adagiata. Bambina. Fiori azzurri e bianchi. Cerchi. Tratteggi. Pieghe. Linee. Sottili. Spesse. Ondulate. Parallele. Rette. Perpendicolari. Incidenti. Secanti. Rumori. Spari. Grida. Urla. Fracassi. Motori. Sensazioni. Impressioni. Giochi. Correre. Camminare. Divertirsi. Guardarsi. Immortalare. Partecipare. Condividere. Un tratto. Schifata. Delusa. In bilico. Im-motivata. In attesa. Non c’è. In mezzo. ... La felicità è uno stato d'animo e della mente ...
Scalza cammina verso il letto e in silenzio abbraccia il suo cuscino sotto le coperte sorridendo tra una nota di stanchezza e un velo di sonno, nonché accompagnata da piccole e lenti lacrime dettate dalla gioia di averlo accanto e dalla consapevolezza che riconoscere la fortuna quando essa si presenta altro non è che una grande dote. ..❤. No many words: only for you my darlin' .❤..![]() She's so happy! ...::: Dicono sia semplicemente il Signor Fato :::....E' un'immagine costante.
Fredda. ❤ Camminando scalza verso il letto. Buonanotte.
Sulle note dei Guns sorride. Poi piange. Guardandosi intorno cerca qualcosa su cui poter poggiare gli occhi. Qualcosa che abbia significato. Qualcosa che per lei sia stabile. Fermo. Non fuori di lei. Ma dentro di lei. In modo confuso i pensieri prendono posto a sedere in platea. Osservano lo spettacolo. Quel continuo sbalzo di umore. Quei cambiamenti repentini dei suoi stati d’animo. Una continua altalena. Quasi forse per non sentirsi piatta. Eppure. Eppure vorrebbe senza neanche scrivere una parola essere capita. Compresa. Condivisa. Come se fosse una pellicola piena di immagini da essere guardata e recepita immediatamente. Senza metafore. Senza mezzi termini. Ovvio. Quando sfiora la soglia del pessimismo cosmico...Piange.
Come una bimba.
[Immatura.] ......:::::: Buonanotte, buonanotte fiorellino ::::::.......Senza respiro chiude gli occhi e mangia un biscotto. Ma la nausea non tarda a salirle in gola. Con un mattone sul petto si guarda intorno. Suda. Ha caldo. Batte il piede in terra. Morde la penna. Si stuzzica il viso. Ha decisamente paura. E lei sa di cosa. Crede. Come una cascata che trascina tutto con se, si sente travolta dagli avvenimenti della vita. Occhi stanchi. Gambe appesantite. Mani che tremano. E situazioni insostenibili. La luce è accesa e la camera è sotto sopra. C’è così tanta confusione che non sa da dove cominciare per rimettere in ordine. “Bene”, pensa tra sé. Mettere in ordine non può che essere la chiave di lettura. La necessità di dividere tutto in scompartimenti e archiviare è sempre più presente e intensa. Un modo come un altro per catalogare gli aspetti del suo carattere, per definirli, per metterli dentro una cornice, bloccarli, renderli nitidi. A volte è così piena di sfumature che si ritrova a non capire più chi sia, ammesso che sappia chi sia. Non crede affatto di saperlo. Anzi ne è decisamente convinta. Alla continua ricerca di qualcosa di se da scoprire, cammina lentamente, osservando quei dettagli che le sono propri, e che le permettono di definirla. A volte sono così in contraddizione con quello che fino a poco prima sapeva di se che è costretta ogni volta a riaggiornare i vari fascicoli archiviati. Ed è questo continuo gioco altalenante che la porta avanti. Questa continua ricerca di certezze, di punti fermi dentro se stessa che la fa sopravvivere. Sì, sopravvivere, perché di una cosa è certa: deve ancora imparare a vivere. La vita non è un gioco. E TU lassù non divertirti.Prima pagina. Notizie a cui lei non vuole credere. Succede di nuovo. Cazzo. Non è possibile. Un minuto prima sei felice, un minuto dopo il sangue non ti scorre più nelle vene. E così, con un tremore alle gambe ricorda quando quel giorno… Sì, quel giorno non lo può dimenticare. La chiamano una domenica all’improvviso. E’ tutto confuso, tutto pieno di polvere. Nebbia. Vapore. Condensa. Si gira intorno e non capisce dove cazzo sta. Fissando il muro bianco e mordendo nervosamente la penna rimane immobile. Stranamente immobile. Quasi quella notizia non le avesse provocato nessuna reazione. Quasi provasse apatia. Uno strano comportamento. Necessità estrema di focalizzare. Necessità estrema di mettere ogni cosa al suo posto. Di chiarire. Di fare ordine. Che cosa è successo? Quando? Come? Ma chi? No. Non ci credi. Non ci puoi mai credere. Porca d’una puttana Eva. E la voglia di spaccare il mondo la invade. Si sente attraversata da una guaina che la rende indistruttibile. Le vene scoppiano per la rabbia. Eppure lei non versa una lacrima. Occhi completamente asciutti. Spalancati nel vano tentativo di decifrare la situazione. Ed è lì, che puoi volere bene anche a uno stupido piercing.
Carpe diem. ...::: Se fai bum-bum puoi ritenerti ancora vivo :::...
Quasi senza respiro si alza dal letto. E se ti ritrovi senza respiro stai semplicemente vivendo quella linea sottile che ti divide dalla morte. In maniera stranita, decisamente confusa, cerca di mettere a fuoco ciò che le sta davanti. Ma non è un pc, una finestra o una penna. Gli attacchi d’ansia mattutina sono sempre più forti, più insistenti, più presenti. Il freddo alle mani è una costante dalla nascita. E quel cuore batte in un modo incontrollabile. Sempre più velocemente. Veloce-mente. A sedere sul letto, col cellulare in mano, manda un sms. Fuori ha piovuto. E lei… sì, lei ama l’odore dell’asfalto bagnato. Una sensazione di fame e nausea le attraversa lo stomaco contratto. E ora ha voglia di una sola cosa: di vomitare. Ma è solo una voglia. Con piena coscienza di sé, si passa la lingua sulle labbra. Sono secche e asciutte. Unisce i polpastrelli e chiude gli occhi. Con la testa di nuovo sul cuscino ascolta il silenzio nella stanza. A volte diventa assordante. La estranea da tutto. Ma quel fischio le bombarda il cervello. Cazzo, se glielo bombarda. Ha come l’impressione che ogni suo organo venga perforato. Che perda di vitalità. Di dinamismo. Di contrazione. Di espansione. Di movimento. Si gira su un lato e ride. Ed è quel sorriso superbo e convinto di chi ne sa più di te. ... La memoria bussa sempre a quella sua porta ...Quella canzone le sta massacrando il cervello. Sveglia dalle 8, si alza dal letto con un senso di nausea estremamente forte. Gli acidi salgono alla gola e non se ne vanno più. Accompagnata da un continuo mattone sul petto respira a fatica. Sudata, completamente sudata, si toglie il suo pigiama arancione e si butta sotto la doccia. Un modo come un altro per allentare le tensioni, per calmare i battiti, per non pensare. Con un sorriso beffardo si guarda allo specchio e rammenta quando anni fa passava le sue giornate estive in quella casa con quella donna. Ieri le ha sicuramente regalato qualcosa. E lei sa cosa. E’ un segreto tra di loro, intimo e riservato. Robbie Williams canta per lei "Love somebody"I want to love somebody, just want to love somebody right now, baby lay your love on me. .....:::: Aspettare è snervante. E il freddo aumenta. ::::.....Non riesce a togliere gli occhi di dosso da quello scatto. Decisamente particolare. Decisamente una manifestazione dell’ego. Non il suo. Ovvio. C’è una tale confusione incorniciata in un tale ordine e con tale chiarezza che disarma. Le ombre si proiettano in un modo del tutto strano verso destra quasi a creare una pseudo silhouette. Che strano pensa tra sé. Eppure quella calligrafia è così nitida e pulita, così decifrabile, così consapevole che quel disordine sembra quasi essere creato volutamente. Perché quei fogli non sono sotto sopra? Perché mostri pagine completamente piene di parole, virgole e punti? Quando poi, fondamentalmente non hai scritto niente. Quanta ironia a volte! Bella quella F. Molto particolare. Simile alla mia. Alla sua. Ha tentato vagamente di leggere, di capire. Rimani comunque un mistero. Per lei. Ovvio. L’attesa è snervante. Gli occhi si chiudono. Il torace si espande. E’ un respiro profondo. Un respiro controllato. Ecco. Il signor autocontrollo bussa sempre alla porta nel momento del bisogno. Dicono sia positivo possedere una capacità del genere. Dicono. ....::: Avere [quasi] coscienza di sè. Di lei. Del caffè. :::....Corre. Con foga. Con forza. Con energia. Lo fa ogni notte. Fino a scoppiare. Fino a sentire le viscere pulsare. Il sudore scende veloce. Percorre la fronte. Tocca gli occhi. Sfiora le labbra. Continua a correre. I crampi aumentano. E si ritrova in vicoli ciechi. Vicoli sporchi. Ricchi di batteri e insetti. E improvvisamente parole scritte compaiono su tazzine di caffè. Alternandosi in un dialogo confuso. Lì, pronta a decifrare quel cazzo di messaggio in codice, lì pronta a distinguere il sogno dalla realtà. Immagini complesse si alternano l’un l’altra. Senza alcuna connessione logica tra di esse. E lei è lì. Che sale le scale. Con estrema fatica. Lì, in un mondo ovattato dove ogni parola perde di significato. Dove un colore diverso della luce potrebbe rendere tutto nuovo. Spettatrice di se stessa, scinde l’ego in due parti. Diventa regista e attrice, col suo bel copione nel mondo dell’immaginario. E con in mano Coca-Cola e pop corn guarda la pellicola scorrere davanti ai suoi occhi. E nella sua confusione cerca di mantenere il pieno controllo delle situazione. E’ così abile a non sgarrare e a non sbagliare che è capace di vivere i sogni in terza persona. E quel forte autocontrollo la fa sentire preparata a tutto. Non c’è niente di finto. Ma neanche niente di vero. ...:::: I titoli, ormai, cominciano ad essere superflui. ::::...La sera non ha tardato ad arrivare. Lei respira. In fin dei conti è sopravvissuta all’ennesima domenica. Sta succedendo qualcosa di nuovo. Di diverso. Sì, d’accordo, ha sempre quel cervello in piena attività, ma oggi… Oggi è stato oggi. Il battito c’è. Le mani si muovono. Gli occhi ancora percepiscono i colori. Senza sfumature. Senza toni intermedi. Ma ancora li vede. Forse li sente. Forse li vive. “Forse”. Ovvio. |
..:: Per me, io sono colei che mi si crede ::..[De gustibus non disputandum est]
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